Asia Argento attacca Giorgia Meloni: «La schiena lardosa di una fascista ricca e svergognata»!

o-meloni-facebook

Ci risiamo. A meno di 24 ore dalla pubblicazione del mio ultimo post in cui parlavo della cattiveria delle donne (Balivo VS Leotta, leggete qui) un altro commento “infelice” ha catalizzato l’attenzione del web: quello che Asia Argento ha riservato a Giorgia Meloni in cui le dà, sostanzialmente, della chiatta.

“La schiena lardosa della ricca e svergognata” questa la traduzione del commento scritto in inglese dalla conduttrice di Amore Criminale alla foto – scattata peraltro di nascosto e prontamente pubblicata su Instagram – che ritrae la leader di Fratelli D’Italia mentre mangia un boccone in un locale di Roma.

argento-meloni

Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia, dunque.

La differenza con il caso Balivo-Leotta, però, sta nel fatto che in questo caso Giorgia Meloni ha deciso di rispondere per le rime all’Argento rilanciando sul suo profilo Facebook il post dell’attrice:

“Pubblico questo commento di Asia Argento a una foto che mi ha fatto di nascosto (temeraria), perché, al di là dei soliti insulti triti e ritriti che non mi interessano, mi ha molto colpito che abbia parlato della mia ‘schiena lardosa’. Lo pubblico – continua – per dire a tutte le donne che hanno partorito da pochi mesi e che per dimagrire non usano la cocaina di non prendersela se qualche poveretta fa dell’ironia sulla loro forma fisica. Valeva la pena mille volte di prendere qualche chilo. Ps. E sappiate che pagate il canone Rai anche per stipendiare gente di questa levatura”.

argento-meloni-2

Che dire, nulla di nuovo sotto il sole. A questo punto mi (e vi) chiedo: che fine ha fatto la solidarietà femminile?

Nasce il “Brick Burger”: il primo ristorante interamente dedicato ai mitici mattoncini Lego!

brick-burger

Stanchi dei soliti hamburger? Mangiatevi un mattoncino Lego!

A Pasing, nelle Filippine è nato “Brick Burger”, il primo ristorante dedicato interamente ai mitici mattoncini assemblabili. Tutto, in questo locale, rimanda all’azienda danese: dagli arredamenti agli hamburger a forma di Lego chiamati, appunto, Lego Burger.

Il pane, infatti, riprende mattoncini svedesi sia nella forma che nel colore. Quattro le colorazioni disponibili: giallo, nero, arancione e rosso.

original_lego-burger-1

Brick Burger è un locale abbastanza conosciuto a Pasing, secondo me vale la pena farsi un viaggio di 18/22 ore per assaggiare un mattoncino.

Se non altro per assaggiare un pezzo della nostra infanzia, non credete?

brick-burger-2

Caterina Balivo chiede scusa a Diletta: lei, cresciuta con quattro femmine, voleva “solo” commentare un atteggiamento!

diletta-leotta-e-caterina-balivo-560x323

Chi di tweet ferisce di tweet perisce.

Lo sa bene Caterina Balivo che, a poche ore dalla sua uscita infelice sull’atteggiamento “volgare e non regale” a detta sua di Diletta Leotta (leggi qui), si cosparge il capo di cenere e chiede scusa alla conduttrice sportiva attraverso una sorta di comunicato ufficiale.

Caso chiuso, sostiene la napoletana che ieri sera ha innescato la rivolta del web. Peccato che la pezza sia quasi peggio del buco.

img_20170208_153030

Come si legge nella foto apparsa sul suo profilo Twitter, la Balivo scrive “se ho offeso qualcuno”. Ecco, è proprio questo il problema.

Niente se ipotetico: hai offeso, punto. Fine della storia. Forse il problema sta nel fatto che sei cresciuta con quattro femmine in casa e non con quattro donne.

Ad maiora!

Caterina Balivo e il tweet al veleno contro Diletta Leotta: i tutorial, stavolta, non l’hanno salvata!

leotta

Ho sempre sostenuto l’idea che le peggiori nemiche delle donne siano le donne stesse. Del resto, in preda a quei famosi “5 minuti”, siamo in grado di innalzare l’asticella dell’acidità fino alle stelle e battere il record dei 100 metri di sputo del veleno che Usain Bolt, in confronto, è un pivello.

Già, perché sono convinta che Caterina Balivo il tweet al vetriolo contro Diletta Leotta (ospite della prima serata del Festival di Sanremo) lo abbia partorito in molto meno di 9.58 secondi.

Eccolo:

vestiti-sanremo-2017-diletta1

Il riferimento era alla spiacevole vicenda legata alla violazione dell’account della nota conduttrice sportiva che si è vista lesa del suo diritto alla privacy, dopo che il suo telefono è stato hackerato e alcune sue foto private sono state pubblicate senza il suo consenso.

Ora mi chiedo: cosa spinge una donna, famosa pertanto, ha sputare una roba simile? L’ignoranza? La cattiveria? L’invidia?

In molti abbiamo provato a chiedere spiegazioni alla Balivo stessa che, da buona testa dura, invece di chiedere scusa ha continuato dritta per la sua strada.

Peccato che abbia imboccato un vicolo cieco senza nemmeno rendersene conto.

Quei 140 caratteri di livore, misti ad acidità, malignità e ostilità non sono certo passati inosservati. In molti abbiamo tentato (invano) di farle notare che le sue parole somigliavano tanto al discorso “se l’è cercata”. Ma lei, ribelle per nascita come si legge nella sua bio di Twitter, non ha voluto cedere ed ammettere di aver “pestato un merdone” come le è stato scritto tra i commenti.

La Balivo, semplicemente, è stata fuori luogo.

Onore, invece, a Diletta Leotta che ha dimostrato di avere coraggio da vendere andando sul palco dell’Ariston a denunciare i leoni da tastiera.

La Top 5 dei passeggeri più fastidiosi che tutti abbiamo incontrato almeno una volta sul treno!

cop2-jpg-a_venezia_con_l_orient_express

Spostarsi con i mezzi di trasporto pubblici, a volte, può rivelarsi più snervante del solito se a farci compagnia durante il viaggio ci sono dei passeggeri poco … accomodanti!

Prendere un treno, un autobus, o, addirittura, un aereo, equivale a condividere uno spazio, il più delle volte ristretto, con dei perfetti sconosciuti che a causa di stranissime congiunzioni astrali, in quel determinato giorno dell’anno e a quella precisa ora, vanno nella nostra stessa direzione, o, al massimo, scendono una o due fermate prima della nostra. Destini (e destinazioni) che si uniscono, dunque, stretti – è il caso di dire – in po’ più di un istante solo (come cantavano i Tiromancino) “che segnano un percorso profondissimo dentro di noi”, arrivando addirittura a farci rimpiangere il fatto di non essere abbastanza ricchi da spostarci in taxi o con un jet privato stile Ridge Forrester.

Leggete la top 5 dei passeggeri più fastidiosi che tutti abbiamo incontrato almeno una volta sul treno e ditemi se sbaglio!

Al quinto posto: il taciturno, colui il quale non apre bocca durante tutto il tragitto.

Succeda quel che succeda, lui non proferirà parola. E questo non perché da piccolo gli abbiano amputato le corde vocali, ma perché lui è così: non vuole avere niente a che fare con te, con gli altri, con il mondo. Lo riconosci perché è il classico tipo che, se inavvertitamente lo urti con un piede vorresti scusarti, non ti guarda neanche in faccia; o, ancora: quando scambi quattro chiacchiere con i vicini di posto sui continui ritardi di Trenitalia, non solo non dà alcun contributo alla conversazione, ma non vuole nemmeno essere incluso con lo sguardo. Infine, non ride e ha più controllo lui dei muscoli facciali che Carla Bruni.

In quarta posizione: il finto tontoil passeggero più fiducioso e ottimista che esista.

il-finto-tonto

Colui il quale spera fino all’ultimo momento di mantenere libero il sedile accanto a quello dove è seduto lui. Viaggia nella speranza di non sentire mai, rivolta a lui, la fatidica domanda:

     “Scusi, è libero?”

indicando il posto non ancora occupato. La pronuncia di queste semplici parole può essere fatale per lui. Per questo ce la mette tutta per riuscire nell’impresa. È astuto! Per prima cosa si infila gli occhiali da sole, per non incrociare nemmeno involontariamente lo sguardo altrui. Inoltre usa la tecnica di poggiare borsa, zaino e laptop sul sedile in questione così da scoraggiare te che, dovendo scegliere tra sederti direttamente o aspettare che il posto venga sgomberato, opterai sicuramente per la prima soluzione. Infine, è l’unico che non si guarda mai attorno, per non attirare attenzioni di nessun genere e non si libera mai delle cuffiette per la musica.

Al terzo posto la versione opposta del taciturno ossia: l’invasato.

passeggero-invasato

L’invasato è il classico passeggero sovraeccitato che vorresti prendere a male parole e che, effettivamente, merita di essere preso a male parole – specie quando lo incontri di mattina, quando fuori ancora albeggia – dal momento che parla ad alta voce, sbraita e starnazza come un’oca infischiandosene del fatto che il resto della carrozza dorme. Incappare in lui equivale a mordersi la lingua per non strabordare e fare lunghi e ripetuti respiri.

Medaglia d’argento per lo stizzito (perché rimasto in piedi).

passeggero-che-ti-guarda-male-sul-treno

Lo stizzito non nasce così, ma ci diventa per colpa delle condizioni di viaggio. È quello che stringe gli occhi a fessura e che ti fissa con sdegno cercando ti farti sentire in colpa per il semplice fatto che tu sei riuscito a sederti e lui no. È talmente irritato che puoi quasi sentire i suoi (brutti) pensieri. Ti guarda così male che se non sei abbastanza forte finirai per piangere, cedergli il posto e correre a gambe levate. Semplicemente non riesce a capire il fatto che se il treno non ha abbastanza posti a sedere non è colpa tua e vuole fartela pagare.

Al primo posto, infine, lo spudorato.

passeggero-spudorato

Personalmente ho un’avversione particolare nei confronti di questo soggetto. Lui, infatti, è il classico sbruffone che, nell’era 3.0, non riesce ad afferrare il concetto (semplice, peraltro) che i posti a sedere non si occupano, fine della storia. È quel passeggero così impertinente da rispondere “sì” alla domanda (retorica) “scusi, è occupato?” e talmente ignorante da insistere e addirittura alzare i toni quando gli fai notare che il sedile non è né di sua proprietà né non gli è stato lasciato in eredità da Trenitalia Spa. In tutta onestà auguro a questo sprovveduto un attacco di diarrea durante il tragitto e di trovare il primo bagno disponibile in coda al treno se lui si trova in testa (e viceversa) fuori uso.

Buon viaggio!

Copia il look di Ilary Blasi: versione (super) low cost! (Iene: puntata 6 Dicembre 2016)

ilary

Nella puntata de “Le Iene” andata in onda Martedì 6 Dicembre su Italia 1, Ilary Blasi si è presentata con un originalissimo abito rosso, lungo fino al ginocchio, a righe verticali rosse e nere con tanto di spacchi laterali firmato Altuzarra (‘Emilia’ Dress).

A completare il look le décolleté Blade (Casadei) di colore grigio, qui rese più sfiziose dal cinturino alla caviglia in vernice.

Guardate qui:


ilary-blasi-6-dicembre

Volete replicare il suo look, senza spendere una fortuna? Ecco la mia proposta super lo cost:

Vestito di maglia a righe multicolor, con colletto alla coreana (€ 13,50, su Zalando) e décolleté in vernice perlata e pelle grigio chiaro Kammi (69,30€).

copia-il-look-di-ilary-blasi

Buono shopping … natalizio!!!

Stile “army”: una selezione di cappotti sotto i 100€ da non lasciarsi sfuggire! Sfoglia la gallery

original-o-militare-elle-18846385-1-ita-it-moda-autunno-inverno-2016-2017-tendenza-cappotto-militare-elle-jpg

Uno dei protagonisti della moda autunno inverno 2016-2017 è sicuramente lo stile militare.

La tendenza “army” riguarda tutti i capi del guardaroba, cappotti inclusi, e dona loro un tocco austero e sofisticato al tempo stesso.

E allora via a capispalla a doppiopetto dalla silhouette maschile arricchiti dai bottoni metallizzati in gold.

Un consiglio per le più audaci? Gli stemmi militari, da appuntare su tutti i capi. E allora, ecco i cappotti must-have del trend militare sotto i 100€, da avere assolutamente nel guardaroba!

Date un’occhiata alla gallery:

Questo slideshow richiede JavaScript.